CULTURA STORIA

25 APRILE E 1° MAGGIO: DUE FESTE RICCHE DI SIGNIFICATI 

Soltanto giorni segnati in rosso sul calendario o qualcosa di più? Il 25 aprile e il 1° Maggio, due feste nazionali per l’Italia celebrate oramai da molti anni. Che cosa ricordano le due date? Da quanto tempo sono state istituite? Un breve viaggio nella storia e nella società del tempo per ricordare due giornate che sono parte del nostro patrimonio storico-culturale.

Da sessantotto anni sui calendari d’Italia c’è un giorno di festa nazionale in più, è quello del 25 aprile, giorno della Liberazione. Tale termine è stato usato durante la Seconda Guerra Mondiale nei Paesi Europei occupati dai Tedeschi per indicare la fine dell’occupazione germanica e dei regimi totalitari locali costituitisi con il suo appoggio.

In Italia, in particolare, indica la fine del regime nazi-fascista instaurato dopo l'8 settembre 1943, che per l’Italia settentrionale coincise con la definitiva caduta del regime, con la capitolazione delle forze armate germaniche agli Alleati e la cessazione delle ostilità sul nostro territorio.

Alla Liberazione si arrivò attraverso la Resistenza (della quale furono attori principali i partigiani italiani, termine che deriva dal russo partisan) e ovviamente attraverso l’intervento militare di Inglesi e Americani (che insieme a Urss e Francia erano contrapposti a Germania, Giappone e Italia alla quale andarono poi in soccorso).

Le forze partigiane. Costituirono il movimento di Resistenza forze tra loro differenti sia per orientamento politico che per impostazione ideologica. L’obiettivo comune era conquistare la libertà cacciando il regime nazi-fascista. Protagonisti della resistenza furono donne e uomini del popolo, militari che avevano conosciuto la guerra, giovani che rifiutavano di arruolarsi, ma anche personalità di spicco dell’antifascismo.

Il movimento raggiunse una capacità di coordinamento tale da rendere l’azione sempre più efficace. I maggiori partiti antifascisti organizzati - comunista, socialista, democratico del lavoro, liberale - costituirono il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) organo che si occupava della direzione politica. Il movimento superò tutti i tentativi di scardinamento da parte dei nazi-fascisti per raggiungere una organizzazione in brigate per quel che riguarda le formazioni partigiane delle vallate e delle montagne (chiamate per esempio Garibaldi, Giustizia e Libertà, Matteotti, Mazzini, Autonome); in città c’erano le Squadre di Azione patriottica (Sap) e i Gruppi di Azione Patriottica (Gap) dediti ad operazioni di reclutamento, di sabotaggio, ad azioni di guerriglia urbana, ad attività propagandistica. Sostegno all’attività diedero i Gruppi di Difesa delle Donne (Gdd) e il Fronte della Gioventù (FdG).

La Caduta del Fascismo. Il Fascismo nella primavera del 1943 era caduto in piena crisi. Gli italiani si erano allontanati da Mussolini a causa dell’alleato nazista, del disastro della campagna di Russia, delle carenze del corpo militare italiano, della perdita delle Colonie, della carestia alimentare, dei bombardamenti. Due furono gli eventi che crearono allarme gli Alleati le condizioni di una pace separata. L’armistizio fu annunciato la sera dell’8 settembre 1943 contemporaneamente allo sbarco delle forze alleate a Salerno. La penisola era tagliata in due: il meridione liberato dagli Alleati, il centro e il settentrione occupato dai tedeschi.

La Resistenza in Italia. L’annuncio della fine della guerra fu accolto con gioia dagli italiani. Intanto Hitler fece liberare Mussolini il 12 settembre ‘43 da Campo Imperatore (Gran Sasso) dove era stato imprigionato per volontà del Re. Soltanto undici giorni dopo, il 23 settembre, Mussolini diede vita alla Repubblica di Salò sulle rive del Lago di Garda (Lombardia). I gruppi di partigiani, però, erano già pronti alla lotta armata dall’inizio di settembre a seguito di un proclama emesso (il giorno successivo all’armistizio) dal Comitato di Liberazione Nazionale.

La guerra di liberazione, che durò per ben venti mesi, impegnò duramente le formazioni partigiane le quali, armate anche grazie “ai lanci” di armi effettuati via aerea dagli Alleati e aiutati dalla presenza nelle diverse zone d’Italia di missioni anglo-americane, raggiunsero l’obiettivo nell’aprile del 1945 e il 25 aprile fu scelta come data simbolo. A margine della Liberazione il 27 aprile Mussolini fu catturato da una brigata di partigiani mentre fuggiva in Svizzera e fucilato il giorno dopo. Il suo corpo fu esposto in piazzale Loreto a Milano.

Dopo lo sbarco in Sicilia degli anglo-americani (9-10 luglio 1943) e il bombardamento di Roma la sconfitta sembrava inevitabile. Per salvare quantomeno il regime, il Gran Consiglio del Fascismo sfiduciò a maggioranza Mussolini cercando di scaricare su di lui la responsabilità dell’imminente disfatta. Era il 25 luglio 1943. Ma la manovra non riuscì, il Paese era oramai antifascista. Allora Vittorio Emanuele III, Re d’Italia, revocò da Capo del Governo Mussolini e lo fece arrestare sostituendolo con il Maresciallo Badoglio superando anche l’indicazione del Gran Consiglio del Fascismo.

Il Governo Badoglio sciolse, quindi, il Partito fascista, la Camera dei fasci e delle corporazioni, la Gioventù italiana del littorio, il Gran Consiglio del fascismo, il Tribunale speciale, liberò i detenuti politici ed abrogò le leggi razziali.

E’ da ricordare che la Resistenza si sviluppò con esiti diversi anche negli altri Paesi soggetti all’occupazione tedesca: Belgio, Cecoslovacchia, Danimarca, Francia, Grecia, Jugoslavia, Norvegia, Olanda, Polonia, Urss.





Subito dopo la festa della Liberazione in Italia (e non solo come vedremo) si festeggia il Primo Maggio. La festa dei lavoratori ha origine nella seconda metà del 1800 per volontà dell’Associazione Internazionale dei Lavoratori costituita dalle diverse associazioni operaie di tutto il mondo, su iniziativa di Carlo Marx, secondo le dottrine marxiste, per dare impulso a vari movimenti socialisti e coordinare l’azione del proletariato internazionale nel suo sforzo di emancipazione dal capitalismo.

Una grande manifestazione sarà organizzata per una data stabilita, in modo che simultaneamente in tutti i Paesi e in tutte le città, nello stesso giorno, i lavoratori chiederanno alle pubbliche autorità di ridurre per legge la giornata lavorativa a 8 ore e mandare ad effetto le altre risoluzioni del Congresso di Parigi. Fu questa la decisione presa dalla ricostituitasi Associazione Internazionale dei Lavoratori (detta Seconda Internazionale) nel corso del congresso svoltosi nella capitale francese nel luglio del 1889. Fu scelto il Primo Maggio perchè costituiva una data rappresentativa nell’ambito di tutto un percorso di rivendicazione degli operai riguardo ai propri diritti, primo fra tutti la riduzione dell’orario di lavoro.

E’ da ricordare che all’epoca la giornata lavorativa si attestava dalle 10 alle 18 ore in base al tipo di lavoro svolto, al Paese in cui esso si svolgeva e alle direttive del “padrone”. L’unione tra lotta operaia e Primo Maggio viene sancita a Chicago nel 1867.
Le origini
Otto ore come limite legale dell’attività lavorativa. Fu questa la proposta emersa dal congresso dell’Associazione Internazionale dei Lavoratori (Prima Internazionale) svotosi a Ginevra nel settembre del 1866. A partire da quella data gli operai statunitensi soprattutto avviarono un movimento di lotta per raggiungere l’obiettivo, mentre nel resto d’ Europa (ad eccezione dell’Inghilterra) si combatteva per consolidare il traguardo delle dieci ore.

Lo Stato dell’Illinois, nel 1866, approvò una legge che introduceva la giornata lavorativa di otto ore ma nella pratica la legge era di difficile applicazione a causa delle limitazioni che in essa erano contenute. Lo Stato aveva fissato l’entrata in vigore della legge proprio il 1° Maggio 1867 e per quel giorno gli operai organizzarono una grande manifestazione per le vie di Chicago. Considerando gli scarsi risultati ottenuti in merito alla riduzione dell’orario lavorativo, le organizzazioni sindacali statunitensi nell’ottobre del 1884 indicarono nel 1° Maggio 1886 la data limite che gli operai avrebbero sopportato e oltre la quale avrebbero incrociato le braccia dichiarando lo stato di agitazione.

1886 - La Manifestazione di Chicago. Gli operai degli Stati Uniti erano in fibril- lazione da mesi. Alla manifestazione del 1° Maggio 1886 parteciparono migliaia di lavoratori in tutti gli Stati Usa. Il fulcro della manifestazione era Chicago. Nei giorni successvi furono organizzate altre manifestazioni e comizi nelle principali città industriali americane ma la tensione saliva sempre di più tra polizia e scioperanti. Il 3 maggio la polizia fece fuoco sulla folla di dimostranti di fronte ad una fabbrica; morirono alcuni operai. Il 4 maggio fu indetta una manifestazione di protesta da parte dei lavoratori per quanto avvenuto. Nella Piazza Haymarket di Chicago, durante il comizio, accadde l’irreparabile.

Mentre la polizia si avvicinava al palco degli oratori per interrompere il comizio, fu lanciata una bomba (pare non sia stato mai chiarito in maniera definitiva nè l’esecutore nè il mandante), la polizia aprì il fuoco. Il bilancio fu di 8 morti e numerosi feriti. Per i fatti di Chicago furono arrestati e condannati a morte e all’ergastolo otto noti esponenti dei movimenti operai statunitensi. Il verdetto del Tribunale fu sconfessato dal Governatore dell’Illinois (nel 1893) il quale volle concedere la grazia ai condannati alla galera a vita sostenendo che furono oggetto di una giustizia sommaria dettata dall’isterismo del momento. Il primo maggio nella coscienza collettiva si legò al ricordo dei “martiri di Chicago” e alla lotta per le otto ore lavorative.

1890 - Il Primo Maggio manifestazione internazionale. Il 20 luglio 1889 il Congresso costitutivo della Seconda Internazionale, riunito a Parigi, decise di organizzare una grande manifestazione per l’anno successivo coinvolgendo tutti i lavoratori d'Europa e d’America per chiedere a gran voce l’istituzione per legge delle otto ore. In quella sede fu anche scelta la data: il Primo Maggio, proprio per il valore simbolico che quella data aveva assunto. La manifestazione del 1° Maggio era stata pensata come evento unico e straordinario, ma considerato il grande successo ottenuto in termini di partecipazione fu deciso di ripetere l’evento anche nel 1891.

1891 - La festa dei lavoratori, appuntamento fisso. L’Associazione internazionale dei Lavoratori si riunisce in un secondo congresso a Bruxelles, nell’agosto del 1891 e decide di rendere permanente la festa del primo maggio. Nella decisione del Congresso si legge che il Primo Maggio sarebbe stata la festa dei lavoratori di tutti i Paesi, nella quale i lavoratori dovevano manifestare la comunanza delle loro rivendicazioni e della loro solidarietà.

Fascismo e Primo Maggio. Nel periodo fascista in Italia la festa del Primo Maggio fu spostata al 21 aprile il cosiddetto Natale di Roma. La festa del lavoro divenne allora occasione per esprimere l’opposizione al regime. Il primo maggio tornò a celebrarsi nel 1945, sei giorni dopo la Liberazione d’Italia. La festa venne riconosciuta ufficialmente in Italia nel 1946 quale giornata festiva a tutti gli effetti. Da allora (oramai raggiunto anno dopo anno dall’inizio delle manifestazioni e in paese dopo paese l’obiettivo delle otto ore) la festa (che coinvolge soprattutto lavoratori e sindacati) ogni anno viene dedicata ad un tema specifico del lavoro.

La festa del Lavoro è celebrata anche in Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Lussemburgo, Norvegia, Polonia, Portogallo, Russia, Slovacchia, Spagna, Svezia, Svizzera. Negli Stati Uniti, così come nel Canada, la festa nazionale del lavoro (Labor Day) è stata fissata ogni primo lunedì di settembre. Tale modifica fu fatta a partire dal 1894 sia perchè il socialismo internazionale si legò alla festa creando non poche polemiche negli Usa, sia per allontanare lo spettro della strage di Piazza Haymarket consumatasi in maggio.