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KIRGHIZISTAN, OTUNBAYEVA PRESIDENTE DONNA

Giornata storica per il Kirghizistan, diventato il primo Stato ex CSI ad avere una donna quale Presidente in carica. Primato, onore ed onere sono toccati a Roza Otunbayeva - già Primo Ministro della sua Nazione - che ha prestato giuramento come Presidente del Kirghizistan, diventando la prima donna in questa carica nel Paese.
L'ex Repubblica sovietica dell'Asia centrale era stata recentemente scossa dalle violenze interetniche. Otunbayeva era già stata nominata una prima volta Presidente ad interim dopo la rivolta che la scorsa primavera aveva rovesciato il Governo regolarmente eletto ed in moltine avevano previsto al conferma alla tornata elettorale estiva.

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Giusto 24 ore prima del giuramento era stata ufficializzata l'approvazione con il 90,55% di voti a favore il referendum in Kirghizistan per varare una nuova Costituzione. Il referendum si era tenuto il 27 giugno.
Lo Stato diventerà così la prima democrazia parlamentare dell'Asia Centrale. A riferirlo per prime sono state le agenzie russe, citando i dati definitivi resi noti dal Presidente della Commissione Elettorale Centrale. I "no" sono stati l'8,07%.
Il tasso di partecipazione è stato del 72,24%. La nuova Costituzione è entrata in vigore immediatamente.
"Il Kirghizistan - ha commentato Bao Tong, ex Segretario del Premier del Partito Comunista cinese Zhao Ziyangha - ha deciso con il referendum di diventare una democrazia, portando speranza di una stabilità duratura. La popolazione del Kirghizistan ha prodotto una nuova legge elettorale, con alcune certezze, sulla base del referendum".
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Con questa elezione si spera che molte cose cambino in Kirghizistan e che gli episodi di violenza di qualche mese fa non si debbano ripetere. Ad aprile una ribellione sanguinosa aveva costretto alla fuga il Capo di Stato Kurmambek Bakiev, considerato responsabile di una deriva autoritaria.
Prima donna Presidente nel Paese ed ex Ambasciatrice, la Otunbayeva ha assunto subito l’interim, fino alle elezioni del prossimo anno.
Roza Otunbayeva che ha salutato il risultato come l’inizio di "un’autentica democrazia popolare" e la fine di un sistema "autoritario e nepotista".

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A Osh e Jalal-Abad, regioni meridionali dell’ex Repubblica sovietica, negli ultimi mesi sono morte – secondo le stime ufficiali – quasi 300 persone negli scontri tra le etnie uzbeka e kirghiza. Almeno mille e cinquecento i feriti. Oltre 400 mila i profughi.
La comunità internazionale ha risposto inviando convogli umanitari guidati dall’Unicef. La situazione, comunque, resta estremamente grave: una "crisi immensa" secondo la Croce Rossa Internazionale.

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"Il desiderio di democrazia del Kirghizistan, è più forte delle drammatiche violenze etniche nel meridione del Paese": lo ha affermato Bao Tong in un articolo apparso su Radio Free Asia in occasione dell’89° anniversario dalla fondazione del Pcc il 1° luglio 1921. Il dissidente vede nei fatti accaduti in Kirghizistan un esempio e un monito per il futuro della Cina.
I media statali cinesi hanno parlato in modo positivo del referendum del Kirghizistan e riferito il deciso sostegno dato dalle Nazioni Unite a questi cambiamenti, che possono portare a elezioni parlamentari entro il 2010. L’agenzia ufficiale Xinhua ha riportato il commento del Segretario Onu Ban Ki-Moon, secondo cui "l’adozione di una nuova costituzione è un passo importante verso la promozione di uno Stato di diritto e l’instaurazione di governo eletto democratico e legittimo".
Classe 1950, Roza Isakovna Otunbayeva, è nata ad Osh, allora nella Repubblica socialista sovietica kirghiza, nella famiglia di Isaac Otunbayev, un membro della Corte Suprema della RSS kirghisa. Si è laureata alla facoltà di Filosofia dell'Università statale di Mosca nel 1972 ed in seguito è stata professoressa ordinaria e capo del dipartimento di Filosofia all'Università nazionale kirghisa per sei anni. Nel 1975 è diventata Candidata delle Scienze.