CULTURA STORIA

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LE DONNE DI NAPOLEONE

Il 5 maggio del 1821 moriva nell'Isola di Sant'Elena - dove era stato esiliato - Napoleone Bonaparte, Imperatore dei Francesi all'indomani del periodo del Terrore seguito alla Rivoluzione Francese.
Praticamente dal nulla, questo umile soldato dell'esercito francese, originario della Corsica, aveva conquistato prima il potere nel suo Paese e poi i territori di mezza Europa.
Come ogni uomo potente, Napoleone I era circondato da donne piene di fascino, vuoi per strategie ed intrighi di potere, vuoi per amore. Magari travagliato o comuqnue sacrificato proprio in nome di quegli stessi giochi di potere. Come nel caso della donna che più di tutte poteva dire di averlo avuto accanto davvero e che aveva scelto di stare al suo fianco al di là di convenienze e accordi interfamiliari.

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Stiamo parlando di Giuseppina di Beauharnais (Maria Giuseppina Rosa de Tascher de la Pagerie di nascita), nacque e visse in Martinica, fino al 1979, quando si sposò e si trasferì a Parigi con Alessandro di Beauharnais, dal quale ebbe due figli: Eugenio e Ortensia. Dopo il divorzio e non pochi problemi durante e subito dopo la Rivoluzione, nel 1796 sposò Napoleone Bonaparte, che la amò sempre (anche più di quanto fu da lei ricambiato, soprattutto all'inizio), nonostante le numerose infedeltà di entrambi. Le romantiche ed appassionate lettere del corso alla sua amata durante i periodi di lontananza (per esempio quando Bonaparte era impegnato con le Campagne d'Italia) sono divenute famose. Come anche la tendenza di Napoleone a perdonare qualsiasi cosa alla sua consorte, dai capricci agli amanti (tra tutti, lei si era particolarmente invaghita di un tenente, Hippolyte Charles).
Nel dicembre 1804 Giuseppina viene incoronata Imperatrice dei Francesi. In pochi avrebbero creduto che di lì a poco la donna avrebbe perso praticamente tutto.
La vita al fianco di Giuseppina - ma non il loro rapporto al di là della relazione fisica nè i loro sentimenti - termina, infatti, per decisione e volere dello stesso Imperatore, risoluto ad avere un erede (che Giuseppina non sembrava in grado di potergli dare) e applicare anche alla propria vita e al proprio regno la soluzione dei matrimoni intrecciati e di convenienza per stabilizzare il proprio trono, dare tregua e prosperità al proprio Paese e allargare la propria sfera di potere acquisendo, allo stesso tempo, un nuovo e potentissimo alleato. Napoleone, infatti, decide di sacrificare Giuseppina, il loro rapporto e il loro amore, ripudiandola a favore di Maria Luisa d'Austria, che sposa in nome del desiderio di avvicinare a sè gli Austriaci e di garantire al proprio Impero un'alleanza forte ed influente sotto ogni punto di vista, oltre chea se stesso una discendenza.
La coppia imperiale divorzia alla fine del 1809 e Giuseppina si ritira al Castello Malmaison, di sua proprietà, dove troverà la morte quattro anni più tardi.
Attraverso gli eredi del figlio Eugenio, la prima moglie di Napoleone Bonaparte è l'antenata delle attuali casate regnanti di Belgio, Lussemburgo, Danimarca, Norvegia, mentre sua figlia Ortensia fu la madre di Napoleone III.
Di lei e dei loro primi incontri l'Imperatore ebbe poi modo di dire: «Un giorno, mentre ero seduto accanto a lei a tavola, cominciò a farmi complimenti di ogni genere sulle mie doti militari. Le sue lodi mi inebriarono. [...] Ero ardentemente innamorato di lei e i nostri amici se ne resero conto assai prima che io osassi farne parola».

Maria_Luisa_dAustria_01

Al momento di cercare una nuova consorte, Napoleone considerò diciotto possibili pretendenti; poi, scartate le candidate francesi, la scelta si restrinse sulla quartodicenne Anna Pavlovna Romanova, sorella dello zar Alessandro I e la diciottenne Maria Luisa d'Asburgo. Il diniego ostinato della zarina Maria Fëdorovna e l'attività politica di Metternich, che temeva un'alleanza tra Francia e Russia, fece sì che la scelta cascasse su Maria Luisa e il ministro austriaco riuscì a convincere l'imperatore Francesco I a concedere sua figlia al nemico.
Nell'aprile del 1810 al Louvre (dopo la precedente procedura per procura a Vienna e la cerimonia civili al Castello di Saint-Cloud), quindi, il Bonaparte sposa la figlia dell'Imperatore Francesco II d'Asburgo (Francesco II come Imperatore dei Romani, Francesco I come Imperatore d'Austria) per sugellare la Pace di Vienna tra Austria e Francia.
Nonostante un figlio, Napoleone Francesco Giuseppe Carlo (dallo stesso Napoleone innalzato al rango di Re di Roma), il matrimonio tra il Bonaparte e Maria Luisa non sarà mai nemmeno paragonabile al rapporto che l'ex gendarme corso aveva avuto (e in cuor suo probabilmente ancora serbava) con Giuseppina, che a ragione possiamo ritenere il grande amore della sua vita. Forse anche per il carattere di lei, che spesso si scontrava con quello di lui, ma che proprio per questo affascinava e appassionava Napoleone. Fu, però, un matrimonio migliore di quanto si era previsto.
Maria Luisa era molto giovane, a quanto si diceva e si può notare dai ritratti anche piuttosto attraente. Bonaparte, in fondo, era un uomo passionale e che amava dominare come anche coprire d'affetto chi gli era vicino, ed una bella e giovane conquista - tra l'altro membro di una delle dinastie regnanti più importanti del mondo - non poteva lasciarlo completamente indifferente. Per questo motivo, nonostante fosse stato deciso a tavolino per ragioni quasi meramente politiche, il matrimonio tra i due non era stato del tutto spiacevole per l'Imperatore dei Francesi, almeno all'inizio. Quanto alla sua seconda moglie, il consorte le appariva da principio come l'incarnazione della Rivoluzione, l'Anticristo che voleva distruggere la Chiesa e le monarchie europee. Una volta sposata, però, seppe comportarsi da moglie ideale per l'Imperatore: educata sin dall'infanzia all'ubbidienza, era devota e affettuosa e non si intrometteva negli affari politici. Maria Luisa era, usando le parole di Napoleone, una «bambina deliziosa». Bonaparte le portava rispetto e le dimostrava affetto.
Tra l'altro, la nuova Imperatrice dei Francesi - costretta a quel matrimonio e a dover rinunciare all'idea di sposare, invece, il fratello della sua matrigna - non era mai riuscita a farsi amare dai suoi nuovi sudditi nè a sentirsi a proprio agio nel Paese che, meno di vent'anni prima, aveva decapitato un'altra arciduchessa austriaca, la sua prozia Maria Antonietta. Quando Napoleone venne sconfitto dalla sesta coalizione, Maria Luisa decise di non seguirlo nel suo esilio all'Isola d'Elba, ma tornò insieme al figlio alla corte di Vienna. Anche dopo i cento giorni e la decisiva sconfitta di Napoleone a Waterloo, l'imperatrice decise di rimanere fedele alla famiglia degli Asburgo. Il congresso di Vienna la ricompensò dandole in vitalizio il Ducato di Parma e Piacenza.
Nella vita privata Maria Luisa si era dedicata anche in Francia a quelle attività che avevano riempito le sue giornate a Vienna e che risultavano gradite a Napoleone. Continuò ad occuparsi di ricamo e lavori di cucito; suonare rimase la sua attività preferita e si dedicò ad arpa, clavicembalo e pianoforte. L'italiano Ferdinando Paër le faceva lezioni di canto e Maria Luisa lo aiutò nella sua carriera parigina. Dopo la morte di Napoleone I fu data in sposa al Conte Adam Albert von Neipperg.

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Come ogni uomo di potere del tempo, anche Napoleone aveva delle amanti, senza che questo intaccasse il suo rapporto ora con la prima ora con la seconda moglie.
Tra le amanti più celebri vi era il contralto italiano Giuseppina Maria Camilla Grassini, che incontrò il Bonaparte nel 1800 durante un'esibizione alla Scala di Milano. La relazione con il Primo Console non aveva però probabilmente un carattere di convenienza, ma era semplicemente simbolo dello spirito libero della Grassini, la quale, invaghitasi nel frattempo del violinista Pierre Rode, non esitò ad intrecciare una nuova relazione con lui, praticamente sotto gli occhi del futuro Imperatore dei Francesi, ed a lasciare Parigi.
Una delle più "note" amanti di Napoleone I fu Margherite Pauline Bellisle Fourès, bionda moglie di un tenente dei cacciatori a cavallo dell'Egitto, chiamata da Napoleone (che sperava di sposare) "Bellilote" e dai soldati "la Cleopatra di Napoleone".

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Il nome forse più rilevante tra quelli dello stuolo di amanti dell'Imperatore dei Francesi è, però, quello della polacca Maria Laczynska, moglie dell'anziano conte Attanasio Colonna di Walewice-Walewski, meglio nota con il nome di Maria Walewska, della quale Napoleone fu sinceramente innamorato e che gli diede un figlio, Alessandro Floriano Giuseppe, conte Colonna-Walewski. Un figlio lo ebbe anche da Luisa Caterina Eleonora Denuelle, lettrice della principessa Carolina Bonaparte.
Amante prima di Luciano Bonaparte e poi del suo più potente fratello era stata, invece, l'attrice francese Marguerite-Joséphine Wiemer, detta Mademoiselle George.
Marie Françoise Pallapra, Marie Antoinette Duchâtel e Carlotta Gazzani i nomi dialtre amanti certe.

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