ALTRO POLITICA

PREGIUDIZIO VERGOGNOSO

Maurizio Pasca, Presidente del SILB (Associazione Italiana Imprese di Intrattenimento da Ballo e di Spettacolo che rappresenta gran parte degli operatori del settore), in seguito alla chiusura dei locali di intrattenimento, decisa dal governo Giuseppe Conte per mano del ministro Roberto Speranza, ha commentato: “La conferenza Stato-Regioni decreta la chiusura delle attività di intrattenimento. Prendiamo atto del provvedimento, basato su un aumento dei contagi. Non ci sentiamo responsabil.
Le nostre attività hanno lavorato al pari di altri settori della società: la gente vive a contatto e spesso si assembra in ogni dove da due mesi a questa parte. In spiaggia, al bar, per strada, ovunque. Nonostante ciò tutte le attività restano aperte! Ma la discoteca è come sempre un grandioso capro espiatorio.
Capro espiatorio di piaghe sociali come l’alcol, la droga, la violenza, che secondo le statistiche trovano sfogo al di fuori di essa e non dentro. E ora, capro espiatorio di un virus che ci risulta di carica virale bassissima. Secondo il titolare del reparto di microbiologia di Treviso, addirittura difficile da trovare. Abbiamo sanificato, tracciato, imposto regole come tutti. E ora pare che l’avanzamento del virus sia imputabile a noi, ai giovani e alle vacanze!
Ma una cosa faremo: osserveremo nei prossimi mesi se a discoteche chiuse il “contagio” si fermerà!
Lo osserveremo attentamente. E agiremo di conseguenza.
Per ora, chiediamo al Governo aiuti fattivi per le nostre aziende, che sono chiuse da fine febbraio e hanno dipendenti, affitti, tasse da pagare come tutte le altre realtà imprenditoriali.
Voi siete responsabili dei 100.000 lavoratori, dei 4 miliardi di fatturato persi, dei professionisti e delle famiglie rimaste senza reddito.
A fine emergenza, chiariremo a media e opinione pubblica la sostanza di un pregiudizio vergognoso. Qualunque categoria sociale ha le pecore nere. Ciò non significa che la categoria sia nera. Se un insegnante vessa i ragazzi non significa che tutto il corpo docente sia da infamare. Se uno su tremila non rispetta le regole non significa che gli altri 2.999 siano rei di comportamenti irresponsabili.
La discoteca è un luogo come altri. Gestita da imprenditori che fanno rispettare le regole. I comportamenti non sono imputabili al luogo, bensì agli esseri umani che li compiono. Dentro una discoteca così come altrove.  E chi non rispetta le regole va sanzionato: non solo il titolare di un locale ma qualsiasi cittadino.
La responsabilità di un comportamento illecito è individuale. Non di categoria”.



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