Venerdì 31 luglio 2026 alle 17.30 saranno presentati ufficialmente i nuovi apparati comunicativi che, a partire da una nuova identità visiva, riformulano il percorso di visita della Fortezza di San Leo, orientato a una piena accessibilità cognitiva e pensato per orientare e invitare il visitatore ad esplorare la complessità del monumento.
È questo il primo risultato di un più ampio progetto di valorizzazione promosso dai Musei Nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna, e realizzato in collaborazione con il Comune di San Leo e FrameLAB – Multimedia & Digital Storytelling, laboratorio di ricerca del Dipartimento di Beni Culturali Università di Bologna.
Con il nuovo progetto museografico la Fortezza di San Leo compie un importante passo nel proprio percorso di valorizzazione – ha commentato Luigi Gallo, Direttore dei Musei Nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna – “L’obiettivo è trasformare la visita in un’esperienza capace di accompagnare il pubblico attraverso i momenti più significativi della storia del monumento e del territorio, offrendo strumenti di orientamento e di lettura che rendano più accessibile, dal punto di vista cultuale e cognitivo, un patrimonio di straordinaria ricchezza. La Fortezza è uno dei complessi monumentali più visitati dell’Emilia-Romagna, con oltre 66 mila ingressi nel 2025, ma la sua storia si è stratificata nel tempo senza un sistema unitario di racconto. Questo progetto nasce proprio dalla volontà di restituire ai visitatori una narrazione organica, capace di valorizzare il monumento nella sua complessità e di accompagnarli alla scoperta delle storie che custodisce”.
I nuovi pannelli sono il primo tassello di una strategia di valorizzazione di più ampio respiro, che accompagnerà nei prossimi anni l’evoluzione del museo. L’obiettivo è costruire un sistema integrato di comunicazione, orientamento e fruizione capace di coniugare rigore scientifico, innovazione tecnologica e accessibilità, restituendo pienamente la complessità storica del monumento e rafforzandone il ruolo all’interno della rete dei Musei Nazionali e del patrimonio culturale dell’Emilia-Romagna.


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