Mostra di fumetti, a Bologna

Apre sabato 4 dicembre 2021 alle ore 11, nell’ambito della XV edizione di BilBOlbul – Festival Internazionale di Fumetto, la mostra Prendere posizione. Il corpo sulla pagina, promossa da Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna in collaborazione con Fondazione Nuovi Mecenati, Danish Arts Foundation, Canicola, Oblomov Edizioni e MalEdizioni.

La collettiva (Orari: da lunedì a domenica ore 10 – 18, 25 dicembre e 1° gennaio h 14 – 18. Ingresso libero. Per accedere è necessario esibire il Green Pass), a cura dell’associazione Hamelin e allestita a Bologna nella sede della Fondazione in via delle Donzelle 2, è dedicata a quattro voci originali del fumetto contemporaneo: Émile Gleason, Nicoz Balboa, Rikke Villadsen e Alice Socal.

Sarà aperta al pubblico, con ingresso libero, fino a mercoledì 5 gennaio 2022.

150 tavole guideranno il visitatore alla scoperta dei mutamenti del corpo, indagando il modo in cui i personaggi dei fumetti vivono la propria fisicità.

Ogni storia a fumetti comincia con un corpo disegnato, anzi con più corpi. È caratteristica del linguaggio fumettistico ripetere le figure, modularle, moltiplicarle e mescolarle.

Gleason, Balboa, Villadsen e Socal hanno messo il corpo al centro della loro arte, riflettendo sulla sua rappresentazione attraverso stili, voci e generi letterari diversi, a partire dal comico con cui Émile Gleason affronta il tema della disabilità. Rikke Villadsen usa la metafora per ribaltare le convenzioni narrative legate all’identità di genere, con corpi che cambiano senza sosta mettendo in discussione ogni certezza. Nicoz Balboa utilizza la forma diaristica come strumento di ricerca del sé e lente d’ingrandimento sul mondo, su come lo abitiamo e come lo trasformiamo attraverso il nostro sguardo. Alice Socal cattura la fragilità delle relazioni umane attraverso visioni di metamorfosi dei corpi e allucinazioni visive, dando forma concreta a ciò che non lo ha, la tristezza per la fine di una storia o la paura di crescere.

Le opere in mostra sono mescolate secondo una logica di echi, rimandi e contrasti in ognuna delle tre sale espositive della Fondazione. La prima sala è incentrata sulla rappresentazione dei corpi nel loro aspetto più materiale, fisico, a partire dallo stesso atto del disegno; la seconda è dedicata alla relazione tra i corpi dei personaggi e lo spazio, quello narrativo in cui si svolgono le storie, e quello formale della pagina bianca e della sua struttura fatta di vignette, balloon, spazi bianchi e didascalie; l’ultima sala esplora infine il corpo come metafora e soggetto di narrazione, campo aperto di relazioni possibili che rendono la sua rappresentazione ora politica, ora comica, erotica e intima o universale.

L’esposizione è accompagnata da una pubblicazione, con interviste alle artiste, prodotta da Hamelin, che costituisce un saggio critico sulle forme che il fumetto contemporaneo ha assunto per raccontare il corpo e gli spazi (del reale e dell’immaginario).

Émilie Gleason è nata in Messico nel 1992, e oggi vive a Parigi. Il suo primo fumetto Salz & Pfeffer è stato pubblicato da 2dcloud negli Stati Uniti e racconta la storia di uno strambo Mickey Mouse. Dopo questa esperienza, ha dato vita al suo ultimo graphic novel, Ted, un tipo strano, che documenta la vita di suo fratello, affetto da una sindrome dello spettro autistico. Pubblicato in Italia da Canicola in occasione di BilBOlbul, ha vinto il Premio Rivelazione al Festival di Angoulême 2019. Nelle sue illustrazioni per la stampa e l’editoria per l’infanzia, Gleason ritrae una società trasfigurata e lunatica.

Nicoz Balboa è un* tattoo artist e fumettista italian* che usa i suoi eventi di vita come ispirazione per opere che vanno dal disegno al tatuaggio passando per il diario grafico, la pirografia e la pittura. Nel progetto Drawing My Life Ruined My Life e nel suo graphic novel Born To Lose (Coconino Press – Fandango) Nicoz rivela le sue speranze, i suoi fallimenti o i suoi successi con un lavoro che è sempre sia tragico che umoristico. I temi del corpo e della sessualità emergono ripetutamente nei suoi lavori, poiché la sua opera è saldamente radicata nella tradizione del discorso lgbtq e femminista. 

Alice Socal nasce a Mestre 34 anni fa. Studia Fumetto e Illustrazione all’Accademia di Belle Arti di Bologna e ad Amburgo. Dal 2018 vive e lavora come illustratrice a Berlino. Pubblica il suo primo fumetto LUKE con G.I.U.D.A. Seguono i graphic novel Sandro (Eris Edizioni, 2015), Cry me a river (Coconino Press, 2017) e Il fratello di Jürgen (Canicola, 2017). Nel 2019 partecipa all’antologia Post Pink (Feltrinelli Comics), al progetto Redrawing stories from the past (Kuš!) e al progetto Fumetti nei musei (Coconino Press – Fandango). L’ultima pubblicazione è Junior (MalEdizioni, 2020). In Germania partecipa a diversi progetti in ambito politico e storico con reportage a fumetti pubblicati dal Bundeszentrale für politische Bildung (Agenzia Federale per l’educazione civica). Collabora con il Goethe Institut canadese e uruguaiano. Negli ultimi due anni ha seguito gli sviluppi della sua gravidanza e dei primi mesi da genitore tramite strip pubblicate su Instagram, un progetto che conta di trasformare presto in un libro.

Rikke Villadsen è un’artista e fumettista di Copenhagen. Il suo esordio del 2011, Ind fra Havet, è stato tradotto in inglese da Fantagraphics nel 2019 con il titolo The Sea. Il suo graphic novel successivo è un western queer lungo 176 pagine, pubblicato nel 2014 in Danimarca e nel 2020 nell’edizione inglese, sempre per Fantagraphics, Cowboy. Il suo ultimo libro, Tatovøren og klitoris, è uscito in Danimarca nell’agosto 2019 ed è in corso di traduzione. Durante il lockdown ha disegnato e autoprodotto un diario della quarantena: si intitola Tuberculosis 2020. Insieme all’autore Bjørn Rasmussen, ha pubblicato la collezione 3 girls, che raccoglie tre diversi racconti a fumetti.

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