Natura senza tempo a Roma

Nella nuova sede espositiva Spazio Arti Floreali di Vicolo della Campanella, a Roma, si inaugurerà, il 23 ottobre 2021 la mostra Natura senza tempo.

Laura Barbarini, Cesare Mirabella, Maurizio Pierfranceschi, Vincenzo Scolamiero, primo appuntamento di un ciclo dall’omonimo titolo. L’evento, a cura di Bianca Pedace sarà in programma fino al 14 novembre.

Il tema della Natura, reso nuovamente acuto (anche in modo amaro e paradossale) dalla pandemia, è stato tuttavia già lungamente frequentato dagli artisti, sia pure secondo declinazioni differenti: la poetica del colore di Barbarini e quella di Mirabella, virata verso un’accezione informale, si confrontano in questo ambito con lo spazio architettonicamente scandito di Pierfranceschi e le allusioni metaforiche e poetiche di Scolamiero.

Nella pittura di Laura Barbarini il tema si qualifica in un registro lirico e introspettivo, dipanato in una poetica del colore di diretta ascendenza brunoriana – appresa dunque da una delle fonti maggiori di quella tendenza espressiva – e rinsaldato di recente dal rinnovato contatto con la lezione vangoghiana. Un colore intenso e di lontana eco espressionista affiora con evidenza nelle prove più recenti mentre le opere in mostra, appositamente realizzate, lasciano filtrare, nella consueta attitudine mnemonica ed evocativa, anche una presa diretta visiva. L’osservazione attenta e amorosa della vegetazione giunge a un esito pittoricamente sontuoso e psichicamente vitale, che predica la ciclicità naturale sottraendola, nell’infinità della pittura, alle angherie del tempo.

Inesausto è anche il rapporto con la natura di Cesare Mirabella, che negli ultimi anni ha dedicato molte energie al tema, anche metaforico, del bosco.  La coerenza del suo itinerario non impedisce movenze più libere e sciolte, dissigillando energie rinnovate e lasciando erompere una rinata vitalità; forse per questo l’esplosione cromatica, nata dalla natura, si accampa ora in senso eventico e avvolgente. Talvolta, particolari naturali, quasi sempre vegetanti, ingigantiti nella coscienza e pittoricamente trasfigurati, con scioltezza quasi gestuale, si avvicinano a una rimeditazione dell’esperienza informale. Ne deriva, permanendo il rigore, un abbandono all’istinto creativo più fiducioso e vitale, una temperatura più estiva, una nuova “felicità visionaria”.

Nella originale operazione pittorica di Maurizio Pierfranceschi la natura è spesso presente, prevalentemente riassunta nel colore, steso in modo deciso, e sempre sintatticamente subordinata a una rigorosa impostazione spaziale. Talvolta si tratta di espliciti ripensamenti critici del genere del paesaggio; in altri casi di brani di natura dai confini sfuggenti. Da qui provengono le opere più recenti in cui l’evidente recupero della figurazione dispone sagome – talvolta una  silhouette, talvolta un’ombra (una statua?) – diallure enigmatica, in bilico tra narrazione, mito, tradizione iconografica da scena sacra, in spazi architettonicamente concepiti.

Vincenzo Scolamiero porta qui avanti la questione di fondo del rapporto tra le arti, declinando in questo caso la sua pittura – altrove in dialogo con la musica- nel confronto con la poesia. Le opere in mostra, appositamente realizzate, sono infatti parte di un ciclo del 2021 dedicato alla poetessa americana Louise Glück. Tratto il titolo dalle sue parole -Con qualche parte della terra – i dipinti ci conducono nel cuore di una natura misteriosa e magmatica, in uno spazio altro – il centro o il cuore della terra – o in un tempo diverso, forse originario, nel quale composizione icastica e afflato metaforico convivono in una raffinata ricerca sulla visione.

La mostra sarà aperta tutti i pomeriggi tranne il lunedi, domenica orario continuato.

L’inaugurazione avrà luogo sabato 23 ottobre alle ore 17:30, il finissage domenica 14 novembre alle ore 16:30.

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