Darya Kozlova e la sua… Grande Bellezza

Nata in Russia nella piccola città di Yuzha (nelle vicinanze di Kholuy, celebre per la pittura di icone e miniature in lacca. Le famose scatole dipinte, con il loro stile unico, sono nate lì e vengono ancora create e tramandate di generazione in generazione), l’Artista Darya Kozlova (Great Gazehttps://www.instagram.com/daria_gaze/) ha studiato quattro anni in una scuola d’Arte e poi presso la Scuola Superiore di Arti Popolari, una succursale dell’istituto di San Pietroburgo.

Si è avvicinata all’Arte molto presto, durante l’infanzia: “Mia nonna, un’artista autodidatta, dipingeva opere profondamente simboliche che sono ancora ricordate in Russia. Da lei ho assorbito non solo l’abilità della pittura, ma anche la sensazione che l’arte sia un modo per parlare oltre le parole”.

Quando era bambina i genitori potevano permettersi insegnanti e infinite attività, ma la nonna le fece scegliere una strada diversa. Viveva in modo semplice e le insegnò a creare con quello che si trovava: “Raccoglievamo l’argilla dal fiume e la modellavamo per creare i nostri eroi e le nostre storie; dipingevamo su stoffa, cartone e persino sui muri. Tutto intorno a noi diventava una tela. Quel mondo che abbiamo costruito insieme, respira ancora dentro di me e spesso sento i suoi messaggi ritornare in modi sottili, messaggi che ora esprimo nei miei dipinti”.

I suoi dipinti sono pieni di simbolismo, surrealismo, satira e, a tratti, visioni mistiche: “Per me, non si tratta solo di colori o forme, ma di ricerca di significati. Esplorando i diversi aspetti e strati di questo mondo, incontro immagini che diventano un modo per condividere le mie riflessioni in ogni fase della mia vita. Lavoro con l’olio su tela, dopo essermi allontanata dalla pittura di icone. Dalle delicate miniature che ho studiato all’istituto, ho sentito il desiderio di dedicarmi a grandi tele, murales e altre tecniche. Non voglio limitarmi a un singolo formato: voglio che la mia arte cresca liberamente come la vita stessa”.

Negli ultimi anni c’è stata una sua mostra personale particolare che si è tenuta ad Arkhyz, in Russia. Un intero hotel è diventato la casa dei suoi dipinti: “Vivono nei suoi spazi, integrati negli interni, deliziando sia gli ospiti che soggiornano, sia coloro che vengono semplicemente a trovarmi. In un certo senso, questo hotel è diventato una collezione privata delle mie opere”.

Da quando vive a Bali (2024), ha avuto l’opportunità di esporre la sua arte a Nuanu, una città del futuro, creata come luogo in cui artisti e sognatori possono condividere le loro creazioni. “E ora mi sto preparando per qualcosa di ancora più straordinario: la mia prima mostra personale, dove presenterò nuove opere che nessuno ha mai visto prima”.

Per molto tempo ha dipinto su commissione per mantenersi a Mosca. Una volta messe delle radici, ha scelto di creare meno opere su commissione e più serie di dipinti “…dandomi la libertà di parlare alle persone attraverso la mia arte e di lasciare che i dipinti trovassero la strada per coloro che erano pronti a incontrarli”.

Naturalmente è legata ad ogni dipinto che ha realizzato ma uno spicca su tutti: “La Grande Bellezza“, ispirato al capolavoro di Paolo Sorrentino. “Il suo eroe, Jep Gambardella, è diventato per me molto più di un personaggio cinematografico: è il mio animus, una figura paterna in un certo senso, e uno specchio del mio mondo interiore. Appare ripetutamente sulle mie tele. Lo capisco così profondamente perché sono cresciuta vedendo la stessa identica storia nella vita reale. Per molti versi, l’ho vissuta anch’io: una vita di luminosità, rumore, divertimento senza fine, ma senza vera profondità. Solo attraverso la pittura, la poesia, la danza e altre forme di creazione sono riuscita a guarire me stessa e, in una certa misura, anche la mia famiglia. Quando ho visto il film per la prima volta, avevo la pelle d’oca su tutto il corpo. Era come se un tassello mancante del puzzle fosse finalmente andato a posto, dimostrandomi di non essere sola. Era un sentimento di affinità con Sorrentino, i cui film da allora ho guardato e riguardato all’infinito, ritrovando in essi lo stesso sguardo sul mondo che porto dentro di me. Ecco perché so che le immagini delle sue opere, in particolare de “La Grande Bellezza”, continueranno ad apparire nei miei dipinti, come punto di incontro per coloro che, a loro volta, sono stati toccati dalla sua arte”.

Lavora nel suo studio a Bali, con terrazze di riso che si estendono davanti alla sua finestra: “Un tempo era solo un sogno, ora è diventato realtà. Non c’è posto che mi dia più forza e ispirazione. E questo è solo l’inizio. Sogno un giorno di allestire una mostra in Italia, e so che accadrà. I sogni che nascono nel cuore trovano sempre la loro strada verso la realtà. E a tutti coloro che leggono queste parole, che incontrano l’arte, sia attraverso il proprio pennello o la propria musica, o semplicemente immergendosi nelle creazioni altrui, voglio dire: quando tocchi l’arte con il cuore, essa può portarti lontano, attraverso prove e rivelazioni, fino ad arrivare al luogo che è veramente tuo, il luogo dove sei destinato a essere, per diritto della tua esistenza e per la tua fede nell’amore”.

a cura di Vito Conversano

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