Tra cielo stellato e profumi d’estate ogni angolo del Borgo Smeraldo, una delle destinazioni più gettonate del turismo mondiale, perfettamente integrato nella natura circostante, progettato con materiali locali, rispettoso delle tradizioni e dell’incredibile ambiente circostante che ispira chiunque visiti la Sardegna.
“Il borgo è aperto, vivo e pieno di sogni” – ha detto lo chef Fabio Nurra, a sostegno di una cucina sana basata su ingredienti genuini che rispettano la stagionalità, accogliendo gli ospiti all’ingresso del suo Smeraldo Restaurant, completamente a vetri, come una scatola di vetro – “sono entusiasta di questo progetto che si propone non solo come struttura ricettiva, ma come nuovo punto di riferimento glamour di Cala di Volpe”.

È impossibile visitare la Sardegna e non essere ispirato dalla sua incredibile bellezza naturale. Sono tanti gli architetti ad essere rimasti ammaliati dalla sua magia usando solo materiali locali e raggiungendo l’armonia con l’ambiente circostante integrandosi perfettamente nel paesaggio, e dimostrando che, dopo 60 anni, la completa libertà di espressione dei luoghi si sposa perfettamente con i colori della natura circostante. Concetto compreso perfettamente dallo chef Fabio Nurra che riesce a dirigere magistralmente una grandissima orchestra, dove nessuno stona Lo chef ha sposato in pieno la filosofia del gruppo del Borgo Smeraldo, incentrata sull’amore e il rispetto per la natura, che ha voluto inaugurare la stagione con una vera e propria mostra di opere che ha trasformato i locali in una vera e propria galleria d’arte.
La mostra, curata da Elena Conti, artista e giornalista, arreda la sala da pranzo, come una scatola di vetro caratterizzata dal colore delle pietre, che si affaccia sulla piazzetta del Borgo e sulla sala conferenze mostrando una natura immortalata, silenziosa e maestosa, ma dal forte impatto evocativo un patrimonio infinito di bellezza, di immagini, profumi e atmosfere…. Materia, paesaggio, eleganza e sobrietà, con un pizzico di impronta personale da parte di chef Nurra, per la dislocazione delle opere stesse incastonate nella sala da pranzo e nel locale conference.
Così, ogni momento della vacanza diventa un’occasione per vivere in totale libertà il mare e la natura, entrare in contatto con l’Arte e le tradizioni e i cibi di questa regione.
Qui, in Sardegna, si respira il colore della luce senza accorgercene.
È anche così che la bellezza salva il mondo e l’essere umano. È immergere ogni nostra vibrazione nei colori dell’esistenza, è far emergere i colori dell’anima affinché tutto diventi visibile. Non importa quale colore si sceglie proprio perché questo è legato alle emozioni, allo stato d’animo del momento in cui lo si sceglie. Diventa una sinfonia suonata dallo strumento colore che fa vibrare l’anima.
Un progetto che si può definire con le parole di Alessandro Baricco che lo interpretano in pieno: A volte le parole non bastano. E allora servono i colori. E le forme. E le note. E le emozioni.
Le opere costellate da pesci guizzanti hanno costituito il tema dell’artista Ilaria Di Meo, dove possiamo notare il percorso artistico dell’artista che coglie la forma compiuta, colorata e colta nell’attimo del guizzo che esprime tutta la forza e la vitalità del pesce nel suo ambiente naturale, i compatti banchi di pesci, il singolo individuo che spicca per il suo colore più vivo, quasi un tentativo di fuggire dalla massa anonima per l’affermazione della propria unicità a scapito del sicuro abbraccio protettivo dell’anonimato. Ilaria Di Meo, originaria di Napoli ha vissuto molti anni a Genova e il mare è il suo elemento, esprime un’arte che ha il sapore della libertà, della leggerezza, del movimento e del gioco, con protagonisti soggetti a lei cari e ricorrenti nelle sue opere. Per lei il mare è un elemento che, da sempre, fa parte della sua vita dove i pesci sono caratterizzati da una simbologia molto forte, rappresentando la forza, la prosperità e l’abbondanza.
I cavalli di Sandra Petreni, elemento che lega la Sardegna alla Toscana. Si tratta di una potente fusione di tradizione senese e creatività contemporanea. La raffigurazione di due cavalli, uno bianco e uno nero, che sembrano fuoriuscire dalla tela per interagire con lo spazio del locale. Sandra Petreni è un’ artista dalla straordinaria tecnica pittorica, conosciuta come “La pittrice dei cavalli”, la Petreni dice di se “il mio lavoro è creare emozioni, fermare il tempo dipingendo sulla tela il sentimento dell’istante vissuto” e questo avviene quando si ama il soggetto che si dipinge, si ama tutto l’insieme della natura che circonda il cavallo, la sua è una ricerca continua di emozioni, idee e sogni. L’Artista sogna….perchè anche gli artisti sognano….un’oasi orizzontale nella verticalità della città, quasi uno spazio lasciato vuoto per sbaglio, un tappeto erboso dove aria, luce e vento filtrano tra gli alberi come nastri, dando vita ad un mood magico, quasi fatato, prati verdi, un colpo di vento fa ondeggiare la criniera, un nitrito lontano, un luogo magico, immerso nella natura, fatto di parole e pensieri, ma anche di silenzio, di viaggi mai intrapresi ma solo immaginati, a due passi dalla città.
Ed infine i fondi oro di Elena Conti, artista, curatrice e organizzatrice di mostre internazionali, che espone le sue opere, fiori di agapanto, sterlizie, aranci e le lascia fluttuare in uno spazio sospeso e senza tempo. Colpi di spatola d’oro, simbolo di eternità, avvolgono i fiori, suggerendo un equilibrio tra materia e spirito. L’opera invita a esplorare una dimensione metafisica, dove la serenità diventa un’esperienza mistica e il mondo onirico si manifesta in forme pure e incontaminate. Elena Conti è anche una giornalista con la passione per la pittura che si trasforma nella realizzazione di quadri di grandi dimensioni dove l’acqua e le infinite sfumature del blu sono quasi sempre presenti. Acqua come elemento primordiale di inizio e fine, blu come senso di tranquillità e serenità. Numerose partecipazioni a mostre ed esposizione, la più importante a Dubai nel maggio 2017 Gallery of lighy – Emirates Mall.



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