In un tempo segnato dall’accelerazione continua, la maglieria si afferma come atto di resilienza consapevole, espressione di un ritorno al valore del gesto, della manualità e della materia.
La collezione Mirco Giovannini Autunno-Inverno 2026–2027 nasce dall’incontro tra tradizione tessile e filosofia giapponese: Knitsugi, dove knit (maglia) incontra tsugi (riparare, unire), è il manifesto di una bellezza che si costruisce attraverso la frattura.
Come nel Kintsugi l’oro celebra le cicatrici della ceramica, qui il filo nobile traccia percorsi di rigenerazione sulla superficie del tessuto, trasformando ogni punto in segno grafico, ogni lavorazione in testimonianza di continuità. La rottura non è negata, ma accolta come parte dell’estetica: l’imperfezione diventa valore, il gesto manuale si fa linguaggio, la maglieria si trasforma in atto di cura e permanenza.
Il Knitsugi diventa così linguaggio espressivo centrale della collezione, celebrazione di un equilibrio fragile tra rottura e rinascita. La maglieria custodisce un’estetica intima e la traduce in capi che uniscono leggerezza e struttura, dove fili preziosi e lavorazioni sofisticate dialogano con superfici trasparenti e texture mosse. Il risultato è un’armonia tangibile tra corpo e abito, una seconda pelle che respira e accompagna il movimento.
Elemento chiave della collezione è la ricerca sulle trasparenze mixate: filati opachi e lucidi, pettinati e grezzi convivono nello stesso capo, generando profondità, ritmo e vibrazioni materiche. Come le venature dorate del Kintsugi rivelano la storia dell’oggetto, qui le lavorazioni a intarsio assumono un ruolo essenziale, diventando segno grafico sugi e strumento di alleggerimento. Inserite con precisione chirurgica, conferiscono movimento e un ritmo volutamente asimmetrico, tracciando sul tessuto percorsi di rigenerazione visiva.
La sperimentazione sulla tridimensionalità definisce l’identità della collezione. Le texture tartarugate, ottenute attraverso lavorazioni che generano rilievi irregolari e superfici mosse, emergono dalla maglia come cicatrici nobili, costruendo volumi controllati capaci di accompagnare il corpo senza costringerlo. Il risultato è una materia viva, in dialogo costante con l’anatomia e con il gesto, che alterna pieni e vuoti, luce e ombra. Una maglieria sospesa tra presenza e leggerezza, tra struttura e fluidità, dove ogni imperfezione diventa racconto.
La palette ruota attorno al nero, colore primario e assoluto della collezione, alternato a nuance di blu navy che ne amplificano profondità e ritmo. Come nel Kintsugi l’oro illumina le fratture, qui accenti di oro si inseriscono accanto a écru e beige, creando contrasti delicati e controllati, memorie luminose sulla superficie scura. A completare il racconto cromatico, tocchi di rosa macaron e rosso acceso emergono come note inattese, capaci di illuminare la collezione senza comprometterne l’equilibrio – schegge di colore che celebrano la vita oltre la rottura.
Le silhouette alternano volumi balloon e costruzioni ampie a linee più asciutte e femminili, in un dialogo continuo tra presenza e controllo. Abiti a matita, gonne pencil e pantaloni dritti pull-over e sciancrati definiscono la figura con un’estetica essenziale, mentre bordi lavorati a contrasto e finiture in lurex introducono accenti luminosi – tracce preziose che seguono i contorni del corpo come fili d’oro sulle crepe. A completare la proposta, bomber a intarsio di ispirazione rétro anni ’50, reinterpretati in chiave contemporanea attraverso lavorazioni raffinate e una costruzione precisa che trasforma un classico in manifesto di rinascita.
I filati utilizzati sono espressione di una ricerca materica orientata all’eccellenza: lana merino extrafine per leggerezza e morbidezza sensuale, mix di viscosa e merino per fluidità e luminosità naturale, merino elastan per garantire elasticità controllata e vestibilità precisa nelle silhouette sciancrate e pull-over. La combinazione dei materiali dà forma a una maglieria che unisce comfort, definizione e stabilità strutturale.
Una proposta interamente realizzata in Italia, con materiali pregiati certificati, espressione di una filiera attenta e orientata alla manifattura d’eccellenza. Ogni capo porta con sé la traccia del saper fare, la dignità del gesto artigianale, la responsabilità di chi sceglie la qualità come forma di rispetto.
La collezione Mirco Giovannini Autunno-Inverno 2026–2027 propone un knitwear che va oltre la stagionalità, affermandosi come linguaggio contemporaneo in cui materia e gesto, struttura e sensibilità trovano un equilibrio condiviso. Un Knitsugi tessile dove ogni punto è atto di cura, ogni lavorazione è celebrazione della continuità, ogni capo è testimonianza che la bellezza più autentica nasce dall’accogliere la frattura e trasformarla in valore.



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